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LA STORIA DI BIENNO - INDICE

Fin dalla Preistoria, così come sappiamo essere accaduto in numerosi altri comuni della Valle Camonica, la zona dove oggi sorge il bellissimo borgo di Bienno era quasi certamente frequentata dalle popolazioni  antiche che si stanziarono sul territorio e sono oggi comunemente identificate come gli Antichi Camuni. Testimonianza di ciò è data dal fatto che sul colle della località Cerreto, di cui si è già parlato, è stata rinvenuta anni addietro una pietra di forma squadrata appartenente ad un antico altare. Si tratta presumibilmente di un segno tangibile dei riti sacrificali di origine ligure e celtica che per lunghi secoli sono stati presenti e radicati in maniera profonda nella tradizione e nella cultura degli antichi abitanti della Valle Camonica e delle valli e aree limitrofe.
Gli scavi testimoniano molte altre usanze di grande interesse, ad esempio il fatto che la lavorazione del rame fosse già conosciuta e diffusa fin dall'età del ferro.

I Romani giunsero presumibilmente nei territori dove oggi sorge Bienno intorno al 16 a.C. Provenendo da Est. Usi e costumi di questo forte e affascinante popolo di conquistatori iniziarono fin da subito ad influenzare profondamente gli abitanti del paese: tutto ciò che ha a che fare con il commercio è senza dubbio frutto dell'insegnamento dei Romani. La loro consistente presenza è resa nota grazie a numerose lapidi, in alcune delle quali si trovano riferimenti a fonti divine o a personalità romane di cui sono riportati i nomi propri.

A partire dal 568, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, i Longobardi iniziarono la conquista dei territori bresciani. In Valle Camonica questo periodo coincise con una sensibile involuzione economica, ma nonostante ciò a Bienno l'attività siderurgica rimase attiva, e con essa continuò senza interruzioni e senza problemi il lavoro di minatori, carbonai, addetti al trasporto, fonditori, fabbri e tutti coloro che erano coinvolti sia con le attività di estrazione del minerale che con la sua successiva lavorazione.

Del periodo medievale si trova testimonianza a Bienno nel borgo antico: ancora oggi è possibile vedere quattro delle sette torri un tempo esistenti, oltre a numerose case-torri che inizialmente erano concepite a scopo puramente difensivo e che, secoli più tardi, vennero poi utilizzate come abitazioni. Intorno al 1200, se non addirittura prima, risale la costruzione del Vaso Re, grosso canale costruito appunto per portare l'acqua prelevata dal torrente Grigna alle ruote idrauliche.

Secondo la tradizione, bensì parrebbe trattarsi di una leggenda più che di un reale fatto storico, nel 1230 Sant'Antonio da Padova visitò le terre  e i paesi della Valle Camonica e posò la prima pietra per la costruzione di un Eremo, a Bienno, dedicato ai Santi Pietro e Paolo, che raggiunse poi particolare splendore intorno al 1600.
Le infinite e cruente lotte tra esponenti della fazione dei guelfi e esponenti ghibellini che causarono violenze e spargimenti di sangue sull'intero territorio della Valle coinvolsero e riguardarono anche Bienno e i suoi abitanti, che non tardarono a schierarsi piuttosto apertamente dalla parte dei guelfi, che erano fedeli alla Repubblica di Venezia e si opponevano a Milano e ai Visconti.

Nel 1529 fu fondato a Bienno un Istituto adibito al sostegno, sostentamento e educazione delle giovani del paese e di quelli vicini prive di mezzi economici sufficienti a provvedere a se stesse ma ben educate e dotate di un'ottima condotta. Nel 1624 venne invece costruito un Istituto per anziani strutturato come una sorta di odierno ricovero.

Pur essendo un paese di una certa importanza economica già a partire dall'anno Mille, il secolo di apogeo per lo splendido e ricco borgo fu senza dubbio il XV.
A cavallo fra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI si affermarono infatti alcune famiglie originarie di Bienno, tra cui quella dei Simoni e quella dei Bontempi, che ebbero l'iniziativa e il merito di far costruire alcuni palazzi, successivamente ampliati, modificati e ristrutturati, che furono affrescati da importanti artisti, soprattutto locali. Capitelli e stemmi sono alcuni dei particolari che meglio di altri rivelano il periodo e il gusto tipicamente rinascimentali delle dimore e delle torri del bellissimo centro storico.

La lavorazione del ferro è rimasta attiva fino ai nostri giorni, tuttavia si può affermare con una certa sicurezza che tra il XVII e il XVIII secolo Bienno e i suoi abitanti vissero il periodo di maggior agio e più diffusa ricchezza economica. Da un famoso censimento catastale del 1610 si viene a conoscenza di come in quello stesso anno erano attive a Bienno ben quindici fucine.

Nel 1634 il Grigna fu protagonista di una delle più gravi e violente inondazioni di cui si ha memoria: a Bienno morirono 17 persone, e moltissimi furono i feriti. I danni provocarono la distruzione e perdita di oltre venti officine e numerose abitazioni ed edifici.  Ma nonostante il grave e inaspettato colpo subito, Bienno fu in grado di rialzarsi molto rapidamente, tanto che la produzione non subì alcun rallentamento, poiché tutto fu ricostruito in fretta, a partire dalle piccole aziende prima e dalle abitazioni provate poi. Anche buona parte del muro parallelo al canale Re fu distrutto e in seguito rimaneggiato.

Fra il 1805 e il 1815 Bienno venne accorpato a Prestine costituendo una sorte di macro comune  sotto il nome di “Bienno con Prestine”, per poi riacquistare con sempre maggiore determinazione quella sua stessa fortissima identità culturale e territoriale che ancora oggi  è una radicata consuetudine,  che si esprime sotto forma di mostre, cicli, conferenze, visite, manifestazioni legate al passato e alle tradizioni.
Dopo il trattato di VillaFranca del 1859 la Valle Camonica entrò a far parte di quello che stava costituendosi come il Regno d'Italia. A partire da quel momento la storia della Valle e e dei suoi comuni, dunque anche di Bienno, diventarono la storia nazionale nota a tutti.

Nel 1870 le fucine presenti sul territorio del paese erano salite ad un numero di 24 e la clientela si estendeva fino a spingersi al di fuori dai confini nazionali.
Nel 1964 l'Eremo dedicato ai Santi Pietro e Paolo fu ristrutturato, rispettando tuttavia le strutture originarie.

Nel 2000 L'Eremo di Bienno, già teatro di incontri di preghiera, ritiri spirituali, e corsi e convegni d'argomento religioso, incontri per giovani, anziani e ammalati e molto altro è stato scelto come chiesa giubilare e penitenziale.

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