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DARFO BOARIO TERME - A cura di Michela Pianta
APPROFONDIMENTI:

  • La storia di Darfo Boario Terme

  • Attrazioni, ristoranti, sagre e feste

  • Impianti turistici

  • Cosa visitare
  • Darfo Boario Terme (Dàrf, nel dialetto locale) con i suoi oltre 14.900 abitanti ( i “darfensi”) è il più popoloso comune della Valle Camonica. Il 6 ottobre del 1968 è stato solennemente insignito del titolo di città, e in occasione di tale avvenimento il nome del comune, fino a quel momento conosciuto semplicemente come Darfo, è mutato nel più prestigioso “Città di Darfo Boario Terme”, un omaggio alle acque termali che restituirono benessere e ripresa economica dopo il difficile periodo post-bellico, ma anche un immediato rimando all'interesse turistico della zona.

    Importante centro industriale e commerciale oltre che, come abbiamo detto, apprezzato centro termale e turistico, Darfo è situato nella zona medio-bassa della Valle Camonica, alla confluenza con la Valle di Scalve, e appartiene alla provincia bresciana.
    L'intero territorio comprensivo di tutte le frazioni e località periferiche si estende su una superficie che supera i 36 Kmq, su un'ampia pianura di origine alluvionale attorniata da rilievi montuosi.

    Il nome di questa graziosa cittadina ha radici etimologiche ancora oggi piuttosto dubbie: potrebbe derivare dall'appellativo che le antiche popolazioni germaniche utilizzavano per riferirsi a villaggio, Dorf, ma potrebbe altre sì trarre origine dall'antico dialetto locale, e nello specifico al termine Garf, che stava ad indicare un tipo di terreno ghiaioso, a tendenza franosa (l'intero suolo ove sorgeva la darfo antica è, in effetti, ricco di sassi, ghiaia e numerosi detriti trasportati dai torrenti Rovinazza e Re), oppure ancora potrebbe derivare dal composto latino “ad arvum”, che starebbe a significare “al campo”.

    Il territorio darfense è interamente attraversato e percorso dalle acque del fiume Oglio, ed è caratterizzato dalla confluenza del torrente Dezzo (oggi fiume), proveniente dalle Valle di Scalve, nel fiume stesso.
    Darfo sorge alle pendici del Monticolo, un rilievo di Arenaria rossa che si erge sull'omonima località, lungo la sponda destra del fiume, antico luogo di una splendida rocca che dominava la città.
    Per millenni gli abitanti della Valle sono stati non soltanto sopraffatti da continue invasioni, ma anche piegati da frequenti e improvvisi mutamenti del fiume Oglio, e costretti pertanto a costruire insediamenti soprattutto lungo pendii, zone collinari e luoghi fortificati.

    Estremamente numerose sono le località comunali che costellano il territorio della cittadina. Talvolta esse sono poco o per nulla conosciute dalle nuove generazioni, e non di rado assenti dalle carte, dalle mappe o dai documenti esistenti. Ne sono esempio la zona di Bédola, a sud est di Darfo ( il nome deriverebbe dalla diffusa presenza di piante di betulla, in dialetto béola) e quella di Perlepère, piccola località situata sui monti ad est, così come la località che mutua il proprio nome dal già citato Rovinazza (Ruinàsha), tributario di sinistra del fiume Oglio.

    Fortemente ancorate alla propria identità e ancora oggi strettamente legate al proprio territorio e alla propria storia sono invece le molte frazioni che appartengono al comune. Angone, Bessimo inferiore, Boario terme (lungo la cui piana si teneva probabilmente il mercato, “Forum Boarium”),una parte di Capo di Lago, Corna, Erbanno, Fucine, Gorzone, Montecchio(sede di un'antica Università nel 1200), Pellalepre (che la tradizione indicherebbe come la frazione più antica) e Sciano, sviluppate a raggiera sul territorio.
    I quattro centri urbani principali sono tuttavia Darfo, Boario Terme, Corna di Darfo e Montecchio, compatti fra loro a formare una sorta di quadrilatero al cui interno è situata quella che è conosciuta come località Isola, il cui nome deriva dalla vicinanza della zona con l'ansa del fiume.

    Oltre ad un indiscutibile valore naturalistico e paesaggistico, i centri storici di queste frazioni conservano ancora oggi un patrimonio artistico di indubbio valore inestimabile.
    Vanno citate in primis le celeberrime Incisioni Rupestri (per la maggior parte circoscritte in località Crape-Luine-Simoni, nonostante le prime manifestazioni di cui conserviamo traccia siano rappresentate dai bovidi pervenuti a Mezzarro),le preziose opere di arte sacra, ma anche le numerose case signorili e le residenze private con loggioni rinascimentali, i molti monumenti funebri trecenteschi, i castelli e le opere architettoniche di rilievo.


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